Seleziona una pagina
  • Gianfranco Baruchello, La pietra vi guarda, 1995
  • Naoya Takahara, Doppia 2, 1995 
  • Felice Ludovisi, Genesi, 2003
  • Donatella Scalesse, Area di volo, 2003
  • Pietro Consagra, Ferro bifrontale bianco e Ferro bifrontale arancione, 1977
  • Stefano Di Maulo, Formiche, 2015 
  • Attilio Pierelli, Donna e Xonarinox, 1968
  • Laura Palmieri, Sulle scale, 2011
  • Patrick Alò, Chirone, 2009
  • Francesco Narduzzi, Orto – I, 2009
  • Manuela Feliziani, Ariuola, 2009
  • Giovan Battista Ambrosini, Erba 2, 2004

La Rete dell’arte contemporanea della Tuscia è costituita da una collezione di opere in continua implementazione, collocate fisicamente nelle varie sedi dell’Ateneo, di proprietà dell’Università o ad esso affidate (in prestito o in deposito temporaneo). Il costituirsi della collezione risale al 1995 con opere realizzate e donate in occasione del I Festival di arte e poesia, Incantesimi tenutosi a Bomarzo. L’obiettivo è di renderle visibili, valorizzarle, attivarne la tutela attraverso la conoscenza, renderle vive al contatto con gli studenti, gli studiosi, i cittadini, come azione culturale di ricerca e di formazione di base e allargata.

Attualmente il nucleo più consistente è quello presente presso gli spazi di Santa Maria in Gradi. Si tratta per lo più di sculture e di installazioni di grandi artisti contemporanei internazionali: Gianfranco Baruchello, Pietro Consagra, Manuela Feliziani , Attilio Pierelli, Naoya Takahara.

Un altro nucleo di opere, realizzate e donate dagli artisti invitati alla manifestazione Terra come Arte e alla mostra Horti d’artista (2009), è dislocato presso gli spazi verdi dell’Orto Botanico: Patrick Alò, Stefano Di Maulo, Francesco Narduzzi, Attilio Pierelli. Due opere site-specific sono state progettate e create per l’edificio dell’ex Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali a Riello: un’installazione di Di Maulo e una pittura murale di Laura Palmieri. Completano la collezione i dipinti di due artisti locali (Felice Ludovisi e Giovan Battista Ambrosini) e le grandi tele di Donatella Scalesse.